1956 - 1969 L'addio a Enrico Piaggio

La Vespa 400, piccola autovettura con motore 400, progettata ancora da Corradino D’Ascanio e costruita in Francia, viene presentata per la prima volta a Montecarlo nel settembre del 1957. Ne furono costruiti circa 30.000 esemplari, ma non fu un successo ed il progetto delle quattro ruote, anche questo coltivato e accarezzato da Enrico Piaggio, ritorna nel cassetto. Dalla nascita di Vespa in poi i momenti più significativi per la produzione furono nel 1955 la produzione della GS, la prima 150 cc, nel 1963 con il lancio del fortunatissimo cinquantino, la Vespa 50, scooter che ha motorizzato intere generazioni di ragazzi; nel 1966 la nascita del ciclomotore “Ciao”, simbolo di riscossa di fronte alla distruzione provocata dall’alluvione del novembre di quell’anno.

Una tappa importante è il 1964, quando l’azienda si divide in Piaggio & C. (Pisa e Pontedera) e I.A.M. Rinaldo Piaggio: è l’atto finale di un lungo processo di differenziazione produttiva che vede da una parte Enrico Piaggio impegnato nei veicoli a due e tre ruote, dall’altra il fratello Armando nel settore aeronautico. L’anno successivo scompare prematuramente Enrico Piaggio, il geniale e ardito imprenditore che aveva voluto Vespa e che aveva condotto un’impresa in via di estinzione – com’era alla fine della Seconda Guerra Mondiale – al successo e alla mobilitazione di risorse umane, finanziarie e sociali. La Piaggio ha raggiunto e superato in quegli anni le diecimila unità di addetti e l’azienda rappresenta il vero motore della Valdera e di una parte importante della Toscana. La morte di Enrico giunge in un momento di elevata tensione sociale tra azienda e lavoratori. La pagina delle relazioni industriali negli stabilimenti di Pontedera e Pisa è una pagina segnata da momenti di forte conflittualità, di tensioni significative, ma il rapporto tra Pontedera e Piaggio è un rapporto intenso e la storia dell’uno è storia dell’altro, nella consapevolezza di una crescita parallela.
Quando muore Enrico Piaggio la vita della fabbrica è in una fase di fortissimo conflitto: l’ambulanza che corre verso l’ospedale di Pisa attraversa la folla degli operai in sciopero stipati lungo il viale di fronte ai cancelli della direzione. Il giorno seguente, alla notizia della morte di Enrico, cessa ogni clamore e tutti si stringono in silenzio a rendere omaggio all’imprenditore coraggioso e geniale che ha fatto la ricchezza di un territorio e che ha contribuito all’affermazione del prodotto Italia.